quando nacque la lingua italiana…
Quando nacque la lingua italiana? Tutti sanno che è nata dal latino parlato, il quale attraverso cambiamenti, storpiature ed anche influssi di altri dialetti, ha dato origine al nostro linguaggio. Ma non tutti sanno che la frase più antica della lingua italiana è contenuta nel cosiddetto “Indovinello veronese“, scritto in alto sul folio 3r del codice LXXXIX. Questo volume è un orazionale mozarabico, cioè un libro di preghiere liturgiche usato in Spagna e scritte in caratteri visigotici.
Dalla penisola iberica dopo diverse traversie, approdò a Verona, dove uno scrivano, forse, per provare la sua penna, scrisse: “Separeba boves, alba pratalia araba, albo versorio teneba et negro semen seminaba“, che in chiaro italiano vuole dire: Separavo i buoi (cioè le due dita della mano), aravo i bianchi prati (cioè le pagine del libro che erano bianche prima di essere scritte), tenevo un bianco aratro (che è la penna d’oca) e seminavo la negra semente (cioè l’inchiostro).” Ora ognuno indovina che si tratta dello scrivano all’inizio del suo lavoro.
Il codice LV ci tramanda con un scrittura dell’VIII secolo l’opera “de Summo Bono” di sant’Isidoro. Ma a partire dal f. 61r fino al 99 il volume è palinsesto.
La scrittura più antica è del secolo V e contiene frammenti della “Didascalia Apostolorum“. E’ un cimelio liturgico di valore eccezionale. E’ l’unico documento in lingua latina che riporti l’esemplare del più antico Canone della Messa, il cui originale era della prima metà del secolo III.
Questo testo fu cancellato durante il secolo VIII per scriverci sopra il trattato di sant’Isidoro: segno evidente che i copisti (di solito sacerdoti) conoscevano così bene quella parte tanto da poterla eliminare. Il fatto costituisce una smentita a chi faziosamente sostiene che i palinsesti dimostrano l’attività distruttiva della cultura classica compiuta dagli ecclesiastici del medioevo.

