Capitolare Verona

la regina delle collezioni Ecclesiastiche

dal 1800 ad oggi

Durante il XIX secolo si svolse alla Capitolare una intensa attività filologica, soprattutto da parte di studiosi tedeschi, i quali riportarono alla luce i famosi palinsesti, libri pergamenacei scritti quasi tutti durante il secolo V, poi raschiati nel secolo VIII per recuperare la pergamena, che successivamente fu usata per scrivere un altro testo. I fogli di questi codici, trattati con reagenti chimici, nel sec. XIX, consentirono la lettura del primitivo testo abraso.
La Biblioteca attraversò anche momenti tristi:
l’inondazione dell’Adige, nel 1882, imbrattò di fango le undicimila pergamene dell’Archivio Capitolare e il 4 gennaio 1945, durante l’ultimo periodo della guerra, le bombe sconquassarono l’aula maggiore, radendola al suolo. Fortunatamente mons. Giuseppe Turrini, l’allora bibliotecario, che fin dal 1922 aveva lavorato a ripulire e catalogare le pergamene infangate dall’alluvione, aveva provveduto a mettere in salvo dalle incursioni aeree i manoscritti e gli incunaboli, cioé il settore più prezioso del patrimonio librario della Biblioteca Capitolare. Gli altri volumi, sepolti dalle macerie, furono poi recuperati nella maggior parte.
Nell’immediato dopoguerra la Biblioteca fu ricostruita e ampliata per consentire la sistemazione di altre donazioni di libri: la biblioteca di mons.
Giuseppe Zamboni (con i manoscritti e la corrispondenza del filosofo veronese), del conte Francesco Pellegrini (interessante per la storia della medicina), del prof. Luigi Simeoni (per la storia medioevale) e di casa Giuliari (con gli esemplari della famosa stamperia).
Recentemente, il 16 aprile 1988, papa Giovanni Paolo II, nella sala grande della Capitolare, ricevette l’omaggio di tutti i rappresentanti delle istituzioni culturali di Verona e rivolse loro un
importante discorso.
L’indicazione di alcune cifre, contribuirà a dare la dimensione dell’importanza del
patrimonio della Capitolare: 1.200 manoscritti, 245 incunaboli, 2.500 cinquecentine, 2.800 seicentine ed oltre 70.000 volumi ai quali vanno aggiunti, come continuo e necessario aggiornamento, enciclopedie, dizionari, pubblicazioni specialistiche e riviste. È in funzione all’interno della Biblioteca un laboratorio per il restauro degli antichi codici.
Negli ultimi anni l’attività della Biblioteca si è indirizzata a un’opera di collaborazione con gli altri istituti culturali della città ed a sempre più frequenti e qualificanti contatti con quelli stranieri, anche d’oltre oceano. Inoltre ha iniziato una politica di diffusione della conoscenza dell’inestimabile patrimonio racchiuso fra le sue mura e ancora oggi in parte inesplorato e ricco di promesse.